domenica 8 dicembre 2013

CENNI STORICI

La Comunità Educativa dell’Antoniano ha iniziato la sua attività nel 2006, con regolare autorizzazione rilasciata dal Comune di Fiesole (Prot. n. 12856 del 14/06/2006), sorgendo in quella struttura che una volta ospitava l'Orfanotrofio Maschile e che faceva parte di quelle opere messe in piedi grazie all'attività di Padre Annibale Di Francia, fondatore dei Padri Rogazionisti, comunemente noto come “padre degli orfani e dei poveri”.
Si deve infatti a lui la creazione della rete degli Orfanotrofi Antoniani Maschili e Femminili eretti nel secolo scorso in diverse località italiane per contrastare lo stato di abbandono in cui versavano migliaia di ragazzi resi orfani e poveri a causa delle due guerre mondiali.
Tra questi vi è anche l’Antoniano di Firenze, sorto nel 1952 ed attivo ininterrottamente dalla data della sua creazione

MISSION DELL’ISTITUTO E DEL SERVIZIO

Dall’ACCOGLIENZA all’AUTONOMA, rappresenta in sintesi la MISSION dell’Istituto, e chiaramente l’impostazione del progetto complessivo della Comunità, che per raggiungere pienamente gli obbiettivi generali, particolari e specifici di ogni singola storia, e offrire adeguate e mirate risposte ai bisogni dei minori accolti, tiene fermi alcuni punti centrali come:
- la promozione e la tutela della dignità di tutti i minori;
- la garanzia di offrire loro le migliori condizioni dove esprimere i propri bisogni e i propri problemi, ma anche concretizzare le proprie abilità e le proprie risorse in progetti di autonomia compatibili con le loro caratteristiche, bisogni e risorse;
- il rispetto di ogni singola e specifica individualità, differenziando i percorsi educativi per ognuno di loro;
- la valorizzazione di ogni singola e specifica capacità ed il sostegno nel riconoscersi come autori responsabili del proprio futuro e del proprio progetto di vita.

La Comunità, configurandosi come una risorsa all’interno di una rete complementare di servizi, ed attraverso un lavoro di “RETE di RETI”, vuole consolidare ed ampliare la propria capacità di accoglienza, di offerta progettuale e di servizio, nonché di  accompagnamento all’autonomia, potenziando il lavoro di rete attraverso l’importante principio della co-progettazione;  creando il massimo consenso e la migliore condivisione di tutti i soggetti coinvolti nel lavoro di rete.
L’obbiettivo è di creare un ambiente di concreta e reale contestualizzazione del lavoro progettuale, per mettere in moto un potenziale CONTESTO di assunzione e totale presa in carico del ragazzo, dove il lavoro di rete alimenta il moltiplicarsi delle opportunità e la caratterizzazione del CONTESTO, sia dal punto di vista affettivo, relazionale e cognitivo, che dal punto di vista della creazione di valori (di amicizia, di comunità e di condivisione ed esperienza di valori ideali) importanti per la crescita e sviluppo del minore.
Naturalmente tra l’ACCOGLIENZA e l’AUTONOMIA risulta essere centrale la RESPONSABILIZZAZIONE dei ragazzi, considerati autentici protagonisti del loro percorso, nonché soggetti attivi di scelte, decisioni e di atteggiamenti virtuosi, dei cui atti devono sentirsi responsabili, e di cui devono prendere progressivamente consapevolezza, per sviluppare quelle capacità e potenzialità personali per un positivo inserimento nella comunità e nella società in piena e totale AUTONOMIA.